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Bohnice: asilo psichiatrico di Praga e cimitero dei folli

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Di Charly Lepesant

Esploratore urbano da oltre 10 anni, fondatore di Urbex Maps. Ha documentato oltre 238 000 luoghi abbandonati in tutto il mondo.

Bohnice: asilo psichiatrico di Praga e cimitero dei folli

La Psychiatrická nemocnice Bohnice è uno dei siti più affascinanti dell'urbex ceco. Inaugurata nel 1909 dall'impero austro-ungarico, questa istituzione psichiatrica di 64 ettari a nord di Praga rimane parzialmente in servizio, ma diversi padiglioni e il tristemente celebre cimitero dei folli (Hřbitov bláznů) sono oggi abbandonati e aperti all'esplorazione. Questo dossier completo ripercorre la storia dell'ospedale, fornisce le coordinate GPS e illustra tutto ciò che serve sapere per esplorare il sito nel 2026.

Storia: dall'impero austro-ungarico a Bohnice abbandonato

L'asilo di Bohnice è stato progettato nel 1903 dall'architetto Václav Roštlapil per rispondere alla saturazione degli asili praghesi esistenti (Slupská, Kateřinská). La costruzione durò sei anni: l'istituzione accolse i suoi primi pazienti nel 1909, sotto l'amministrazione imperiale austro-ungarica. La sua capacità iniziale era di 2.000 letti, il che la rendeva il più grande istituto psichiatrico della Boemia.

Durante la Prima Repubblica Cecoslovacca (1918-1938), Bohnice divenne un modello europeo di psichiatria aperta: sistema padiglionare, ergoterapia, fattoria terapeutica, cappella neoromana, teatro. L'occupazione nazista (1939-1945) fu un punto nero: diverse centinaia di pazienti ebrei o considerati "incurabili" furono deportati nei campi di sterminio nell'ambito del programma Aktion T4. Il regime comunista (1948-1989) usò a volte Bohnice a fini politici, internando dissidenti con diagnosi fasulle.

Dopo il 1989, la caduta della psichiatria sovietica e la riforma della salute mentale ceca svuotarono gran parte dei padiglioni. Alcuni restano attivi (psichiatria acuta, addittologia, geriatria), ma una decina di edifici storici, il cimitero dei folli e le annesse utilitarie sono abbandonati dagli anni 1990-2000.

Architettura: un villaggio psichiatrico di 64 ettari

Bohnice non è un ospedale monoblocco ma un vero villaggio funzionale: 30 padiglioni a uno o due piani, collegati da viali alberati, una cappella, un teatro, una centrale di riscaldamento e persino il proprio cimitero. Lo stile è eclettico, dominato dal neorinascimento e dall'art nouveau viennese (secessione). I padiglioni sono organizzati in base alla diagnosi: agitati, calmi, somatici, alcolisti, gerontopsichiatria.

Gli elementi più notevoli sono la cappella di San Venceslao (kostel sv. Václava), completata nel 1916, e il teatro dei pazienti (Divadlo Za plotem), ancora attivo oggi per spettacoli aperti al pubblico. Diversi padiglioni abbandonati conservano le loro fresche originali, le loro piastrelle della fabbrica Rako, le loro scale in ghisa e graffiti d'epoca che rivelano il quotidiano degli internati.

Padiglione abbandonato dell'asilo di Bohnice con le sue finestre rotte e la sua architettura neorinascimentale

Il cimitero dei folli (Hřbitov bláznů): 4.263 tombe dimenticate

Il cimitero dei folli è il punto più commovente di Bohnice. Creato nel 1909 per i pazienti morti senza famiglia identificabile o rifiutati dai cimiteri confessionali di Praga, accoglie 4.263 sepolture tra il 1909 e il 1951. Le tombe spesso portano solo un numero e una data, a volte un nome. Per lungo tempo, il cimitero fu un tabù sociale: non si seppelliva un "folle" accanto a un cittadino normale.

Oggi, il sito è aperto al pubblico e mantenuto dall'associazione Vyšlapaná Bohnice. Volontari hanno restaurato alcune tombe, piantato fiori selvatici e installato targhe commemorative. È un luogo di memoria silenzioso, a metà strada tra l'urbex e il pellegrinaggio culturale, che ricorda il destino dei dimenticati della psichiatria austro-ungarica.

L'urbex a Bohnice: cosa c'è da vedere oggi

Dettaglio dei padiglioni abbandonati dell'Ospedale Psichiatrico di Bohnice, Praga

Diversi padiglioni sono accessibili dalle strade pubbliche del parco. Gli esploratori urbex cechi consigliano in particolare:

  • Il padiglione n. 14 (ex "agitati") con il suo corridoio centrale a volta e le sue celle di isolamento con porte in rovere
  • Il padiglione n. 3 (alcolisti) e le sue antiche docce collettive piastrellate
  • L'edificio della centrale termica (Kotelna) con le sue caldaie a vapore originali
  • L'obitorio dismesso vicino al cimitero, accessibile dal cancello nord
  • I vecchi laboratori di ergoterapia (Pracovní terapie) con le loro macchine da cucire e torni per il legno

Il terreno è legalmente pubblico nella sua parte parco, ma entrare negli edifici abbandonati rimane un reato (§ 178 del codice penale ceco). Le pattuglie di sicurezza interne sono regolari ma benevolenti: un rifiuto cortese e una rapida partenza sono generalmente sufficienti.

Psychiatrická nemocnice Bohnice
Psychiatrická nemocnice Bohnice

50.133610, 14.423890

Come arrivare dal centro di Praga

L'accesso è sorprendentemente semplice: metro linea C fino a Kobylisy o Ládví, quindi autobus 200 o 144 direzione "Bohnice". Il viaggio totale dal centro dura circa 35 minuti. In auto, seguire Vychovatelna dal centro, quindi Klapkova e via Ústavní. Parcheggio gratuito possibile lungo il perimetro ovest.

I visitatori internazionali possono anche optare per le visite guidate ufficiali organizzate dallo stesso ospedale (180 CZK, sabato mattina, solo in ceco). Una buona opzione etica per comprendere i padiglioni attivi prima di esplorare le rovine.

Sicurezza e regole da conoscere

Bohnice è un ospedale ancora attivo. Tre regole non negoziabili:

1. Non fotografare mai i pazienti né il personale: è un reato penale e una violazione della dignità umana. 2. Non accedere ai padiglioni attivi: sono segnalati da cartelli verdi, sorvegliati e monitorati. 3. Rischi sanitari negli edifici abbandonati: amianto (tetti Eternit degli anni '70), piombo (vernici), guano di piccioni (rischio di istoplasmosi nei padiglioni chiusi da oltre 10 anni). Maschera FFP3 raccomandata, scarpe alte, lampada frontale.

Consigli fotografici: catturare Bohnice senza clichè

La luce del mattino (8h-10h) entra nei padiglioni est, creando proiezioni diagonali sui muri scrostati. L'autunno (ottobre-novembre) offre le migliori atmosfere: foglie morte, foschia, contrasto con il mattone rosso. Evita il grandangolo sistematico: Bohnice racconta la sua storia nel dettaglio (maniglia di una porta, targa numerata, finestra rotta), non nel panorama. Lavora con il 35mm o il 50mm per ritratti di oggetti e corridoi.

L'età d'oro della psichiatria: Scoperte e cambiamenti nel XX secolo

Nel contesto del XX secolo, la psichiatria ha vissuto una significativa evoluzione sia nelle pratiche mediche che nella percezione sociale della malattia mentale. All'inizio del secolo, con l'apertura di Bohnice nel 1909, le metodologie di trattamento erano in gran parte basate su approcci limitati, che includevano spesso interventi invasivi o isolamento. Tuttavia, a partire dagli anni '50 e '60, la scoperta di nuovi farmaci antipsicotici ha rivoluzionato le terapie psichiatriche. Questi farmaci utilizzati nella struttura di Bohnice hanno permesso ai pazienti di beneficiare di una migliore qualità di vita e, spesso, di reintegrarsi nella società.

Questa evoluzione non solo ha influenzato il trattamento dei pazienti a Bohnice, ma ha anche portato a una ridefinizione del ruolo degli ospedali psichiatrici. I dibattiti sull'etica e sui diritti dei pazienti sono diventati centrali, spostando l'attenzione dalla gestione al recupero e alla riabilitazione. Ad oggi, queste trasformazioni passate continuano a influenzare le pratiche moderne e l'eredità di questo cambiamento è ancora presente nelle discussioni accademiche e nei programmi di riforma sanitaria in Europa.

L'ambiente naturale come terapia

La Psychiatric Hospital Bohnice non è solo una struttura istituzionale, ma si distingue per la sua integrazione con un vasto spazio naturale. I 64 ettari di parco che circondano l'ospedale non sono stati un aspetto secondario, ma parte integrante del progetto di riabilitazione. La spinta verso una connessione tra salute mentale e natura è un concetto che, già allora, preconizzava gli sviluppi odierni nel campo della terapia ambientale.

Il parco offriva e continua a offrire percorsi terapeutici, spazi per attività fisica e momenti di socializzazione tra i pazienti fuori dagli ambienti clinici. Diversi studi contemporanei hanno dimostrato che l'esposizione a spazi verdi può avere effetti benefici sul benessere psicologico, riducendo stress e ansia. Senza ombra di dubbio, il parco di Bohnice rappresenta una testimonianza pionieristica dell'approccio terapeutico olistico, intersecando la cura della mente e del corpo con l'ambiente naturale.

Bohnice nell'immaginario culturale: film e letteratura

L'ospedale psichiatrico di Bohnice è diventato non solo un simbolo della storia medica della regione, ma anche un punto di riferimento nell'immaginario culturale ceco. Esso ha ispirato opere letterarie e cinematografiche che esplorano temi di sanità mentale, isolamento e resistenza.

Spesso rappresentato come un luogo di misteri e narrazioni drammatiche, Bohnice è apparso in diverse opere che hanno cercato di esplorare la condizione umana e la cittadella della mente. Nei film locali, come nel romanzo "Město pod Magorou" di Petra Hůlová, l'ospedale appare come uno sfondo intangibile che simboleggia le storie nascoste di individui spesso dimenticati dalla società. L'asilo ha anche fatto da sfondo a documentari che tentano di raccontare le storie personali dei pazienti e delle innovazioni mediche che si sono susseguite nel corso degli anni.

La cultura popolare ha utilizzato Bohnice per sollevare discussioni sulla salute mentale, proponendo una visione che invita a riflettere sulle pratiche passate e sulla necessità di sensibilizzazione continua oggi. Questo riflesso culturale amplifica il valore storico ed emotivo di Bohnice come spazio di continui dialoghi sociali e artistici.

FAQ

Bohnice è davvero abbandonato?

No: una decina di padiglioni rimangono attivi (psichiatria acuta, addittologia, geriatria). Ma il cimitero dei folli, diversi padiglioni storici (n. 3, 14, laboratori, centrale termica) e l'obitorio sono abbandonati da 15 a 25 anni a seconda degli edifici.

Si può entrare liberamente nel parco?

Sì, il parco e il cimitero sono pubblici e aperti dall'alba al tramonto. La cappella di San Venceslao si visita durante le celebrazioni e in occasione delle giornate del patrimonio europeo. L'ingresso negli edifici abbandonati rimane tecnicamente vietato.

Il sito è accessibile a persone con mobilità ridotta?

Il parco è piatto e asfaltato, perfettamente accessibile. Il cimitero dei folli è in lieve pendenza, praticabile in sedia a rotelle. I padiglioni abbandonati presentano scale, pavimenti rotti e macerie: sconsigliati.

Quando visitare per evitare il turismo?

Dal lunedì al giovedì mattina, fuori dalle vacanze scolastiche ceche. Il fine settimana, soprattutto in estate, attira molti passeggiatori locali e visitatori Airbnb. L'autunno e la primavera offrono le migliori condizioni fotografiche e la minore affluenza.

C'è un museo o una mostra permanente?

Nessun museo ufficiale, ma mostre temporanee nel padiglione amministrativo e l'International Theatre Festival Mezi Ploty (maggio, sullo stesso sito) esplorano la memoria psichiatrica. L'associazione Vyšlapaná Bohnice pubblica anche una mappa commentata scaricabile in CZ/EN.

Conclusione: Bohnice, specchio della psichiatria europea

Più che un semplice sito di urbex, Bohnice è un libro di storia a cielo aperto. Ogni padiglione abbandonato, ogni tomba anonima del cimitero dei folli, ogni piastrella Rako conservata racconta un secolo di evoluzione della salute mentale in Europa centrale: dal paternalismo asburgico all'istituzionalizzazione totalitaria, dalla disumanizzazione sovietica al movimento di deistituzionalizzazione contemporaneo.

È anche un sito sorprendentemente accessibile: 35 minuti in metro dal centro di Praga, terreno pubblico, comunità di storici e urbexer benevolente. A condizione di rispettare i pazienti ancora curati sul posto e di cogliere il significato commemorativo dei luoghi, Bohnice merita una mezza giornata di esplorazione approfondita.

Per approfondire l'urbex ceco, consulta il nostro dossier completo sui 10 luoghi abbandonati imperdibili in Repubblica Ceca, o scopri i 3.438 spot cechi geolocalizzati sulla nostra mappa interattiva.

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